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Creatività dove nasce e come

Creatività, dove nasce e come stimolarla.

01. Consigli di design senza tempo; Un video può ispirare la tua fantasia digitale.

Il foglio è il tuo spazio da dove tutto inizia, da dove partono le idee.
Da sempre è così!
E’ la superficie dove scrivete un appunto, la prima idea: un nome, una frase.
Quel foglio può lasciare il posto a qualcos’altro da cui nascono nuove idee, nuove prospettive. Questo video bellissimo può rendere l’idea del processo creativo, dell’esplosione di sinapsi che la nostra mente è in grado di creare a cascate come fosse un domino.

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02. Creativi si nasce, da sempre è così

Essere creativi è un indole non comune, cioè non si diventa creativi, si nasce!
La vostra creatività può trovare diversi canali di sfogo, non per forza essere creativi vuol dire diventare grafici, pubblicitari, pittori o writers.
La creatività trova sfogo attraverso molte materie. Anche un informatico è di per se un creativo, o meglio alcuni informatici lo sono, sicuramente Steve Jobs lo era.

Vi sono poi informatici che si limitano all’esecuzione, ecco questo tipo di informatici non sono creativi, ma alcuni sono essi stessi l’essenza della creatività, perché per risolvere e trovare soluzioni bisogna prima di tutto essere estremamente creativi anche in ambito informatico.

Albert Einstein era un fisico, il più grande forse, ed era tra le massime espressioni di creatività, se non lo fosse stato nulla gli sarebbe stato possibile e forse il mondo che conosciamo non avrebbe raggiunto questi livelli di sviluppo.

Anche un professionista che si occupa di marketing digitale deve esserlo, anzi i più bravi sono proprio coloro che hanno le doti per inventare nuovi modi, tecniche, strategie e sperimentando, è probabilmente la creatività ad essere alla base del Growth Hacking proprio perché basata sulla creatività e la sperimentazione continua.

Un uomo è vecchio quando i rimpianti in lui superano i sogni. ``Albert Einstein``

La creatività non è una proprietà unica, ma è il risultato della complementarietà tra deduzione e intuizione, tra ragione e immaginazione, tra emozione e riflessione, tra pensiero divergente e pensiero convergente.

Certo tutti noi siamo creativi ma vi sono processi molto più evoluti in taluni soggetti piuttosto che in altri.

L’atto creativo non è da considerarsi un evento singolo, ma un processo di interazione tra elementi cognitivi ed affettivi ed è composto da due fasi, una generativa in cui la mente creativa immagina una serie di nuovi modelli mentali come potenziali soluzioni ad un problema, e una esplorativa o valutativa in cui vengono valutate le diverse opzioni e poi viene selezionata quella migliore (Finke et al., 1996). L’idea dell’esistenza di due fasi del processo creativo è coerente con i risultati della ricerca cognitiva che indica l’esistenza di due modi diversi di pensare, uno associativo e uno analitico; nella modalità associativa, il pensiero è intuitivo, nella modalità analitica, il pensiero è invece concentrato sull’analisi delle relazioni di causa ed effetto (Neisser, 1963; Sloman, 1996).

03. Definire la creatività: gli studi

Gli sforzi per definire la creatività in termini psicologici risalgono a Guilford, che ha individuato i seguenti aspetti:

  • la fluidità, ovvero la capacità di produrre abbondanti idee, senza riferimento alla loro adeguatezza ai fini della risoluzione del problema;
  • la flessibilità, cioè la capacità di cambiare strategia ideativa, quindi di passare da una successione di idee ad un’altra, da uno schema a un altro;
  • l’originalità, che consiste nella capacità di trovare risposte uniche, particolari e insolite;
  • l’elaborazione, ovvero il percorrere fino alla fine una strada ideativa con ricchezza di particolari collegati in maniera sensata tra di loro;
  • la sensibilità ai problemi, vale a dire il selezionare idee e organizzarle in forme nuove, capire cosa non va e cosa può essere perfezionato negli oggetti di uso comune.